30/03/2026 C'è un filo che unisce tutte le operazioni militari che gli Stati Uniti hanno e stanno conducendo in giro per il mondo, da Gheddafi allo Scià di Persia, da Maduro all'Iran, fino al prossimo obiettivo Cuba.
Il filo di un modello sociale diverso, basato sulla solidarietà, sul mutuo aiuto, sulla condivisione.
Le nazionalizzazioni del petrolio, ad esempio, contrastate dalla CIA con attentati e colpi di Stato, in Medio Oriente ed America Latina.
Su Cuba invece pesa un embargo da oltre 65 anni.
Il primo (che escludeva cibo e farmaci) fu imposto dal presidente Eisenhower, in risposta alla nazionalizzazione di raffinerie e proprietà statunitensi da parte del nuovo governo rivoluzionario di Fidel Castro.
Durante la Guerra Fredda, nel 1962, Kennedy lo estese bollandola come minaccia alla sicurezza nazionale a causa dell'alleanza con l'URSS. In un piano del 6/4/1960, il Sottosegretario di Stato americano Lester D. Mallory scrisse un piano per delineare la strategia per il cambio di regime: provocare disillusioni e scoraggiamento attraverso il malcontento e le carenze, indebolendo la vita economica per causare fame, disperazione e il rovesciamento del governo.
La necessità di una transizione democratica è invece il motivo ufficiale per cui l'economia dell'isola viene mantenuta debole e controllata dal '91.
Chi crede che gli USA abbiano cominciato con Trump a violare il diritto internazionale, sappia che dal 1992, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva ogni anno una risoluzione che chiede la fine dell'embargo; negli ultimi anni solo Stati Uniti e Israele erano contrari.
Ma c'è qualcos'altro che Cuba esporta nel mondo con successo: i medici. Secondo i dati del governo cubano, dal 1963 ad oggi sono stati inviati più di 600mila operatori sanitari in oltre 160 paesi.
Giamaica, Honduras, Guatemala, Guyana, Messico sono i paesi che di recente hanno goduto dei programmi di aiuto cubani, ma anche Sierra Leone, Liberia e Guinea (epidemia di Ebola); a causa delle pressioni statunitensi, però, molti li stanno rivedendo e/o dismettendo. Nel resto dell'Africa, medici cubani sono intervenuti, sul campo e come formatori, in Angola, Capo Verde, Guinea-Bissau, Mozambico, Gambia, Guinea, Sudafrica, Eswatini e Lesotho.
L'assistenza sanitaria segue la tradizione sovietica, che intervenne in Ghana, Mali, Etiopia, Repubblica del Congo e Benin, oltra ad altri già citati.
Senza contare l'Italia, dove sono o stati presente in Calabria e Sicilia.
Ecco, è questo il modello sociale e umano che tanto disturba l'imperialismo americano. Poi gli USA lo etichettano come "comunismo" e ne temono soprattutto l'impatto economico, ma i risvolti sono ben più complessi. |