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27/08/2026
A quanto ho capito, la Moschea era già stata promessa loro da tempo, ed è anche già stata individuata l'area dove costruirla (nell'area dell'ex segheria in via Giustizia, a Mestre).
E prima che partano le polemiche, se la pagano da soli, la comunità bengalese ha già raccolto 15 milioni di euro.
Ma il sindaco di Venezia, Simone Venturini, ha bloccato tutto l'iter amministrativo, accusandoli di non volersi integrare.

Questo il contesto in cui nasce la minaccia di sciopero della comunità bengalese musulmana.
Ora, questi sono cittadini e lavoratori già inseriti nel tessuto civili, il loro sciopero fermerebbe i lavori della Fincantieri e i servizi turistici della città, cosa significa per il primo cittadino "integrati"?
Venturini ha elencato tra le condizioni necessarie il rispetto delle leggi italiane (che non centra niente con la libertà di culto), la scolarizzazione dei minori (che rientra nel rispetto della legge, no?), l'apprendimento della lingua (cosa che avviene quando la comunità ospitante - in questo caso quella veneta - si apre e accoglie i nuovi arrivati) e il decoro urbano di un'area che oggi verserebbe in stato di degrado (cioè anche i netturbini devono sostituire?).
Strano non abbia anche accennato ad un eventuale "prova del prosciutto", visto quanto il tema è sentito.

Da ateo, io sto assolutamente con i bengalesi per il loro diritto religioso. Sono quasi 15 anni che la comunità è in trattativa con l'amministrazione per la Moschea, condivido appieno la volontà di scioperare contro l'ennesimo stop arrivato con motivazioni pretestuose.

Enea Melandri

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