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03/09/2026
Palpeggiata, Molestata, Stuprata, Violentata: questo momento storico di iperinformazione ci porta anche questi climax, in cui pur di attirare l'attenzione si alzano sempre di più i toni deformando le notizie.
E il colpevole? Scarcerato, Libero, Assolto, Innocente: come se la sentenza fosse già stata emessa. Invece abbiamo solo la disposizione ai domiciliari da parte del Gip, in attesa del processo.

Quindi qual è la versione giusta? Una ragazzina di 13 anni è stata molestata da un commesso bengalese, che è al momento indagato, posto ai domiciliari con obbligo di firma.
Che è comunque gravissimo, sia chiaro, ma non è "un violentatore in libertà". In rete è partita la caccia alle streghe per trovare il nome della giudice ed esporla al pubblico ludibrio.
"Vorrei vedere fosse tua figlia!" tipica risposta quando ho cercato di spiegare la situazione. Certo, comprensibile, ma la giustizia non funziona così, per fortuna.
E poi riemergono i rosikoni del referendum sulla riforma Nordio "avete visto cosa succede a votare NO?!", come se l'attuazione di quella riforma avesse cambiato qualcosa.

Però ricordo che fino a poco tempo fa in situazioni del genere la domanda più ricorrente era un'altra, soprattutto quando il molestatore era bianchissimo e italianissimo.
"Ma lei com'era vestita?".

Enea Melandri

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