30/06/2014 Quella per l'Alimentazione sarà la prossima battaglia che ci offrirà la globalizzazione.
Viviamo in una penisola, circondati dal mare e dalle isole, eppure importiamo il 60% del pesce dall'estero. Produciamo il 220% della pasta rispetto alle nostre necessità, eppure importiamo il 35% e il 62% di grano duro e tenero. Idem per i formaggi, di cui produciamo ben il 134% in più, ma disponiamo solo del 44% di latte interno; con il paradosso di dover buttare il latte in eccesso perché l’offerta è superiore alla domanda.
Poi c'è il caso di Haiti: l'importazione del riso ha portato migliaia di contadini ad abbandonare le campagne, e nel 2008 le importazioni di riso raggiunsero l'80% e il prezzo triplicò, creando disagio e divenendo praticamente impossibile permettersi il riso localmente prodotto.
L'Ecuador ha avviato un progetto per riappropriarsi della "Sovranità Alimentare", ed anche al Parlamento inglese si comincia a parlarne. L'Italia, e l'Europa in genere, dovrebbero cominciare a ragionare su queste questioni, prima che diventino e vengano utilizzate come bramosie protezionistiche da novelli autarchi. |