26/11/2014 Un anno fa sono state le associazioni LGBT a scendere in trincea annunciando il boicottaggio contro la Barilla, perché il presidente Guido aveva dichiarato "Non metterei mai in una nostra pubblicità una famiglia gay, perché noi siamo per la famiglia tradizionale".
Dopo le polemiche che si erano sollevate, l'azienda fu costretta a scusarsi ed apportò forti correzioni alle sue politiche, specie negli USA - dove l'arma del consumo critico è più incisiva e riesce meglio che da noi. Estese la copertura sanitaria ai dipendenti transessuali, avviò campagne di sensibilizzazione e distribuì donazioni alle associazioni LGBT.
Oggi, a mettersi l'elmetto e richiamare tutti al boicottaggio, è Maurizio Gasparri, in quanto secondo lui la Barilla è ora troppo subalterna alla mitologica "lobby gay".
Situazioni così schizofreniche credo possano riuscire solo in Italia. |