14/01/2015 Mi è piaciuta la definizione di "motore di riserva" che ho sentito ieri alla radio.
Si stava parlando del Presidente della Repubblica, e si commentava il "novennato" di Giorgio Napolitano. Ed è emersa la solita annotazione - secondo me non del tutto sbagliata - secondo cui l'ormai ex Capo dello Stato avrebbe forzato le regole ed abusato del suo mandato.
E' qui che arriva la definizione del ruolo del Presidente della Repubblica come "motore di riserva" delle istituzioni, che davanti alla debolezza di Governo e Parlamento, interviene per riequilibrare le cose.
Perché, come disse Meuccio Ruini, rivolto all'Assemblea Costituente a proposito della figura del Presidente della Repubblica, 6 febbraio 1947, "nel nostro progetto non è l'evanescente personaggio, il motivo di pura decorazione, il maestro di cerimonie che si volle in altre Costituzioni. Egli rappresenta (...) la forza permanente dello Stato al di sopra delle mutevoli maggioranze. E' il grande consigliere, il magistrato di persuasione e di influenza, il coordinatore di attività, il capo spirituale, più ancora che temporale, della Repubblica". |