20/03/2015 Uhmm... per i media italiani l'attenzione dell'Isis sarebbe un motivo di vanto, e così hanno bisogno di costruirci attorno delle storie (e poi c'è quell'altro che ha la geniale idea di indire un giubileo straordinario, per portare a Roma milioni di persone). Tornando ai giornali, il premier tunisino, dopo i tragici fatti accaduti al Museo del Bardo, interviene alla radio, e dice: "Stiamo approfondendo le ricerche. Non siamo in grado di dire a quale organizzazione sono legati". Ma questo non importa ai giornalai nostrani, e parte il carosello: - "i primi italiani uccisi dall'Isis" (La Stampa); - "Ora Isis uccide gli italiani" (Il Tempo); - "Isis all'assalto" (Il Sole 24 Ore); - "Attentato dell'Isis" (Il Giornale); - "Isis, Strage a Tunisi" (Il Fatto Quotidiano); - "Assalto dell'Isis" (Il Secolo XIX); - "Isis fa strage" (Il Mattino); - "Isis rivendica l'attentato" (SCOOOOOOP de Il Messaggero). Visto che ancora ci serviamo di quell'anticaglia di forgia fascista che è l'Ordine dei Giornalisti, e che quando qualcuno (come ME) propone di abolirlo gli gridate in faccia "E dopo chi vigila sulla professionalità dei giornalisti?!", sarebbe il caso che questi scribacchini, a caccia di scoop con la bava alla bocca, fossero RADIATI dall'Albo, e fosse loro impedito di svolgere l'attività. E invece no, LORO possono continuare a scrivere e pubblicare minchiate dal loro trono dorato, mentre quelli che vorrebbero lavorare per un giornale si sentono chiedere "ma lei è iscritto all'albo?" - e per essere iscritti all'albo bisogna aver già lavorato come giornalista. Poi ci sono quelli come me, che vorrebbero che tutti fossero liberi di scrivere ed informare di quello che gli pare, senza un Albo di iscritti ma solo un organo di controllo col potere di sanzionare e punire la stampa che non rispetta leggi e deontologie... | |||||||||
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