15/04/2015 Siccome i Comuni sono a corto di fondi, vorrebbero cedere una parte delle loro quote di Hera, la partecipata multiutility che fornisce servizi energetici, idrici ed ambientali, facendo scendere la quota pubblica bloccata dal 51% al 38%.
Per farlo devono però modificare lo statuto dell'azienda; inoltre, per mantenerne il controllo pur essendo minoranza, vorrebbero introdurre una correzione per cui le azioni più vecchie e detenute da più tempo valgono di più di quelle di nuova acquisizione.
Un principio totalmente estraneo alle regole del mercato, che complica le cose e rende l'operazione tutt'altro che attraente per gli investitori. |