23/04/2015 A preoccuparsi della nuova norma sul divorzio breve, manco a dirlo, è Famiglia Cristiana, che dalle edicole tuona: "Ridurre il matrimonio a qualcosa di sempre più simile a un patto elastico di convivenza, che si può sciogliere in brevissimo tempo e con estrema facilità, è un pericolo per tutti (...) A parole tutti i politici affermano di voler difendere la famiglia ma purtroppo si legifera in senso esattamente contrario come dimostra questa riforma". Capiamoci, perché a questo punto forse il problema è di mia incomprensione delle parole: cosa vuol dire per voi "difendere la famiglia"? Far vivere assieme forzatamente le persone? Non è meglio che chi si separa possa recuperare la serenità e ricominciare un percorso autonomo di vita in breve tempo? (E occhio che non parlo da figlioletto viziato cresciuto in una famiglia del Mulino Bianco, i miei si sono separati quando avevo 6 anni e ricordo le situazioni) Probabilmente la preoccupazione del clero è che così ci sarà meno gente disposta A PAGARE per avere l'annullamento del matrimonio dalla Sacra Rota. Anzi vi dirò, secondo me questo "breve" è ancora troppo lungo. Che senso hanno 6 mesi di separazione prima dello scioglimento del matrimonio, quando il divorzio è consensuale e senza figli!? | |||||||||
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