27/04/2015 Mi hanno fatto notare che le modifiche statutarie ed all'azionariato di Hera verranno fatte con l'innovativo strumento previsto dal testo unico della finanza (TUF) del voto maggiorato, per cui la nuova organizzazione della multiutility sarà perfettamente regolare con le regole del mercato.
Va bene, allora il problema è solo spostato in avanti (di 24 mesi, mi pare di aver capito): tra due anni anche ai neoazionisti verranno riconosciuti i diritti degli "azionisti anziani", ed Hera si avvierà allora ad una reale "privatizzazione".
Solo che in questo caso privatizzare non fa rima con liberalizzare: quali strumenti legislativi stanno prendendo in esame gli azionisti pubblici per garantire i servizi, la tutela dei consumatori e la concorrenza? |