12/06/2015 Riguardo alla risoluzione approvata alcuni giorni fa e sbandierata come il "riconoscimento delle famiglie lgbt", vorrei far notare che si tratta di qualcosa di più e di molto più importante: è un vero e proprio manifesto della parità di genere.
Il documento ribadisce alcuni diritti fondamentali (che magari non piaceranno del tutto al sesso femminile, ma ne parlerò dopo), riassumibile nella definizione di "diritto alla parità di trattamento".
L'Europarlamento punta il dito contro la violenza sulle donne, la disparità nel rivestire ruoli di potere e decisionali, la necessità di parificare anche di fatto il godimento di congedi parentali a favore dei maschi, la povertà femminile ("la povertà in Europa ha troppo spesso il volto di una donna") ed il perdurare dei tradizionali ruoli e stereotipi di genere.
I temi dei diritti LGBT, quindi, sono solo una conseguenza della guerra dichiarata dall'Europarlamento agli stereotipi di genere; un documento che prende atto dei mutamenti sociali e ribadisce la necessità che la politica ne prenda atto e provveda a sanare queste disparità laddove perdurino.
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