29/06/2015 Che bello che è Facebook in questi giorni con tutte le foto arcobalenizzate per celebrare i giorni dei pride! Ma a qualcuno non è piaciuto: il vice parroco Spongano, in provincia di Lecce, Emiliano De Mitri, su Facebook ha lanciato la sua condanna. "Tutti quei parrocchiani che 'coloreranno' le foto arcobaleno a sostegno delle organizzazione LGBT (...) non avranno da me: 1) certificato-nulla osta per fare padrini-madrine 2) non avranno (qualcuno gli dica che non occorreva ripetere, ndr) incarichi come educatore-catechista o responsabile di associazioni ecclesiali con finalità educativa Perché in netto contrasto con il Santo Vangelo." (il "Santo Vangelo" è quello che predica l'amore e la solidarietà universali?) Un subdolo ricatto che ricorda molto quello fatto dalla Chiesa irlandese prima del referendum sui matrimoni omosessuali. Ma il prelato non è nuovo a prese di posizione del genere: "Scomunica leatae sententiae per tutti coloro che fanno parte di organizzazioni e circoli che promuovono l'ideologia gender! Questo va fatto". Allora: a parte il "questo va fatto", che suona come un inutile e pomposo imperativo, faccio notare che (1) la scomunica leatae sententiae è automatica, punisce un comportamento "negativo" anche senza l'intervento delle autorità della Chiesa e che (2) l'ideologia Gender ce l'avete voi in testa - non esiste! Pertanto, siccome l'oggetto discriminante della scomunica non sussiste, mi ritengo assolto dalla stessa. Amen. | |||||||||
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