21/09/2015 Certo, è più facile conformarsi. Uno studio rivela che le persone politicamente schierate a destra sono anche quelle più felici; o per dirla in termini statistici, che hanno "più probabilità di essere più felici della media". Il punto più basso si registra al centro. Per come la vedo io, questo perché a destra è una rincorsa all'essere uguali ed appiattire le differenze - vedasi il sospetto (se non proprio l'odio) con cui è guardato chi è "diverso" dallo standard: i neri, i rom, gli omosessuali, gli uomini che cucinano o le donne che lavorano (e qui incidono anche stereotipi creati dalla storia). A sinistra, invece, la felicità diminuisce; la continua tendenza a mettersi in discussione, l'apertura al confronto con gli altri - soprattutto verso chi è diverso - sono tutti atteggiamenti positivi che però minano la gioia e la realizzazione personale. Infine, meno felici in assoluto, quelli di centro. Quelli che vogliono fare i moderati ad ogni costo, che cercano sempre una via di mezzo, e che per me rappresentano solo una destra frustrata che non ha il coraggio di fare la destra. Ok, e questo è lo studio. Sono tendenzialmente d'accordo, ma in generale mi pare si tenda a semplificare un po' troppo. Perché la politica, per come la vedo io, non ha destra e sinistra, ma è un cerchio i cui estremi si chiudono sul totalitarismo. | |||||||||
| << | >> |
|
|
|
|
| Chiudi |
| Vai alla home >> |