09/12/2015
A gennaio 2016 scadrà il copyright, finora nelle mani del Ministero delle Finanze del land bavarese, sull'unico libro scritto da Adolf Hitler, il Mein Kampf.
Fino ad oggi, l'ente non ha mai autorizzato nuove ristampe del libro, ma dal prossimo anno, allo scadere dei canonici 70 anni, le case editrici potranno farlo liberamente.

E' già in cantiere, nelle librerie tedesche dall'8 gennaio, un volumone di 1.600 pagine che conterrà il testo base del Fuhrer più dei testi volti a spiegarne e contestualizzarne gli estratti.
Tra le comunità ebraiche c'è preoccupazione. "Non si può commentare una persona come Hitler" ha tuonato il portavoce del Jewish Forum for Democracy and Against Anti-Semitism di Berlino, Levi Salomon "non si può commentare un libro che va oltre ogni logica umana".

Gli storici e gli editori, però, spiegano che il loro obiettivo è ovviamente quello di istruire le nuove generazioni, illustrando la follia di Hitler, del nazismo, del progetto di genocidio da lui studiato e avviato.
Ed io la penso come loro: ristampare il Mein Kumpf può servire allo sviluppo culturale dei giovani per impedire che eventi simili possano ripetersi. La crescita e la maturità si ottengono con la conoscenza, e sapere quali deliri hanno cambiato la storia - perché la storia la studiano, in Germania, checché ne dicano alcuni - è fondamentale per la costruzione del pensiero critico.

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