11/12/2015
Qualcuno mi accusa di essere a volte troppo aggressivo ed ingiustamente anticlericale; beh, a dimostrazione che sono una persona democratica ed in questo senso laica (che significa semplicemente rispettosa, non atea), stavolta difendo le suore.
La Lombardia ha imposto ieri il divieto di burqa e niqab negli ospedali e negli uffici regionali. Giustamente, quando ci si reca negli uffici pubblici (e direi anche in tutti i luoghi pubblici) occorre essere riconoscibili - come peraltro dispone la legge 152 del 1975 (anni di piombo), per cui mi pare pressoché inutile la delibera della regione.

Qualcuno però, di quelli che vedono discriminazione dappertutto, alza il dito e contesta "ANCHE LE SUORE HANNO IL VELO! PERCHÉ PER LORO NON É VIETATO?!".
Proprio perché il velo delle suore le lascia a volto scoperto e "riconoscibili", a differenza di burqa e niqab.
Va bene essere laici, ma paragonare un burqa al velo leggero con cui le suore si avvolgono la testa è un'offesa alla propria intelligenza ed al pretesto di una società libera e aperta.

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