08/03/2016 CENTOQUINDICI MILIONI di voucher staccati nel 2015, in aumento di oltre il 67% rispetto all'anno precedente. Un vortice che inghiotte generazioni di lavoratori sempre più giovani - da un'età media di 58 anni nel 2008, 40 anni nel 2011 fino ai neanche 36 dell'anno scorso - per un numero impressionante che descrive lo schiavismo del XXI secolo. Niente malattia, maternità, ferie, nessun diritto. Mentre tra le acclamazioni popolari si sono eliminati i Co.Co.Co., i vari Governi hanno autorizzato l'uso dei "buoni-lavoro" per ogni mansione: si trovano così anche operai, camerieri, cuochi, postini, perfino lavori di responsabilità come tenere una classe di bambini, pagati coi voucher. Dalla CGIL parlano di sdoganamento del lavoro nero, e dalla CISL di "caporalato cartaceo". Ciliegina sulla torta, i redditi in voucher NON concorrono al raggiungimento dei requisiti per ottenere l'indennità di disoccupazione. Anziché prendere per il culo i sindacati - vedi il caso della Reggia di Caserta, montato su mezza frase estratta da un documento di tre pagine! - o incaponirsi sulla videosorveglianza dei dipendenti, il Governo farebbe meglio a definire regole più rigide e trasparenti, nonché sancire tutele e diritti universali dei lavoratori! | |||||||||
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