21/09/2016 E' una trappola: l'apertura del Presidente del Consiglio e della maggioranza a "modifiche all'italicum" è solo una diabolica forma di baratto per cercare di attirare qualche Sì in più al referendum costituzionale. Molti, anche qualcuno nella minoranza PD, dissero "se non cambia la legge elettorale voto NO", e Renzi spera che offrendo questa questa merce di scambio d'ingraziarsi qualche consenso in più. Credo che i problemi di equilibrio democratico creati dalla riforma costituzionale non siano risolvibili solo intervendo sul sistema elettorale; perché comunque resta una seconda camera con poteri decisionali (il nuovo Senato) eletta per delega (dai Consiglieri Regionali), resta un Governo che detta l'agenda al Parlamento, minandone l'indipendenza e che impone le sue decisioni agli enti locali. Fino a qualche mese fa la Boschi si sgolava a dire che questa era la miglior legge elettorale della storia e che ce l'avrebbero copiata tutti, ed ora venite a dire (anzi sussurrare, perché devono tastare il terreno) che si può anche modificare?! Ah, in tutto questo incrociarsi di tatticismi, il Governo ha reso nota la data del referendum costituzionale: era ieri. | |||||||||
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