23/09/2016 Sbarcano anche in Italia gli Hare Krishna, e il 4 ottobre una delegazione di monaci entrerà a Montecitorio per festeggiare il cinquantesimo anniversario della fondazione della Iskcon, la loro società internazionale. Il Fatto Quotidiano (che si sa, è la vera stampa indipendente) ci tiene a puntualizzare che tutto questo è possibile "grazie al Pd". Lo scopo della Iskcon è mettere le mai sull'8 per mille, e partecipare anche lei al banchetto fiscale a spese degli italiani. Ma cosa ci fa con i soldi? Persegue scopi di carità, tipo la Caritas? Stando a quanto dice Wikipedia, no; gli obiettivi dell'associazione sono: - diffondere la "conoscenza spirituale", ovvero di quelle dottrine religiose proprie delle scuole gauḍīya; - diffondere la "coscienza di Kṛṣṇa" tramandata dalle scritture, queste sono, in particolar modo, da intendersi: la Bhagavadgītā la Īśopaniṣad lo Śrīmad Bhāgavatam (Bhāgavata Purāṇa) il Caitanya-caritāmṛta i relativi commentari ed epitomi redatti da A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada; - diffondere il movimento del saṃkīrtana (canto religioso pubblico) fondato dal mistico bengalese del XVI secolo Caitanya; - costruire templi e luoghi dedicati a Kṛṣṇa; - creare occasioni di incontro per i membri, diffondendo tra loro uno stile di vita improntato alla sobrietà; - redigere, pubblicare e diffondere libri e periodici attinenti ai punti di cui sopra. In due parole, proselitismo e marketing. Trovo sbagliato che la Camera dei Deputati della Repubblica Italiana perda del tempo per commemorare la nascita di un'azienda privata che ha l'unico scopo quella di ingrassarsi - succhiando soldi allo Stato ed ai cittadini. E questo vale per gli Hare Krishna ma anche per la Chiesa Cattolica, che ci costa già oltre 6 miliardi di euro all'anno. Le religioni - TUTTE - devono stare fuori dalle istituzioni e dal fisco italiani, se qualcuno vuole sostenerle lo fa per conto suo in privato. | |||||||||
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