05/10/2016
Trovo pretestuose le polemiche sul testo del quesito referendario del 4 dicembre: le norme in merito parlano chiaro, e sono rispettate.
"Il quesito da sottoporre a referendum consiste nella formula seguente: «Approvato il testo della legge di revisione dell’articolo… (o degli articoli …) della Costituzione, concernente … (o concernenti …), approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero … del … ?»; ovvero: «Approvate il testo della legge costituzionale … concernente … approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero … del … ?»" (legge 352/1970, articolo 16).

Poi si può disquisire come il titolo non rispecchi la portata della riforma - ci sta - ma è assolutamente fuori luogo chiedere l'indicazione di tutti gli articoli modificati.
Dopotutto, effettivamente, il bicameralismo paritario viene cancellato (e sostituito da un bicameralismo incasinato che apre le porte a una miriade di conflitti di attribuzione), il CNEL abolito, i costi della politica ridotti (di appena 50 milioni di euro, ma a fronte di un potere decisionale accentrato sul Governo)... ma c'è anche il numero delle firme da raccogliere per presentare una legge di iniziativa popolare che TRIPLICA o la "clausola di supremazia" per passare sopra le scelte delle regioni.

Nessuno ha chiesto la modifica del titolo della riforma quando poteva, e così dobbiamo tenerci questo. Vediamo solo di non farci ammaliare, e votiamo NO.

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