14/10/2016
Addio al grande artista del teatro italiano Dario Fo.
Dei suoi spettacoli ricordiamo l'anticonformismo, l'anticlericalismo e, la forte critica rivolta alle istituzioni (politiche, sociali, ecclesiastiche) e alla morale.
Si può inquadrare Fo come un "Charlie Hebdo" teatrale, che usava la satira per dare attenzione ai fenomeni ed alle criticità sociali.

Politicamente, oggi tutti lo richiamano come "compagno", un fiero uomo di sinistra che durante gli anni di piombo faceva parte con la moglie del Soccorso Rosso Militante, organizzazione che dava assistenza legale, morale e materiale ai militanti della sinistra extraparlamentare coinvolti in stragi ed attentati - motivo per il quale gli fu vietato l\'ingresso negli Stati Uniti.

Quando Gianni Cerrutti scrisse che "A Fo non conviene ritornare a Romagnano Sesia dove qualcuno lo potrebbe riconoscere: rastrellatore, repubblichino, intruppato nel battaglione Mazzarini della Guardia Nazionale della Repubblica di Salò", venne querelato, ma il processo che ne seguì stabilì che "[Dario Fo] ha cercato di edulcorare il suo arruolamento volontario sostenendo di avere svolto la parte dell\'infiltrato pronto al doppio gioco. Ma le sue riserve mentali lasciano il tempo che trovano. [...] lo rende in certo qual modo moralmente corresponsabile di tutte le attività e di ogni scelta operata da quella scuola nella quale egli, per libera elezione, aveva deciso di entrare. È legittima dunque per Dario Fo non solo la definizione di repubblichino, ma anche quella di rastrellatore."

Un personaggio politicamente controverso, che negli ultimi anni diede in più occasioni sostegno al Movimento 5 Stelle, paragonandolo addirittura alla Resistenza di liberazione dei partigiani (anche se tra le varie esperienze politiche di Fo, io guardarei più alla RSI per inquadrare il M5S).

Interessante però come i giornali hanno raccontato la cosa: Il Manifesto è uscito oggi con DUE PRIME PAGINE, una dedicata proprio alla morte di Fo e l'altra al nobel alla letteratura vinto da Bob Dylan (una scelta un po\' visionaria e avveniristica, ma secondo me meritata); e l'Unità invece?
Per il giornale del PD è più importante battere la grancassa filogovernativa: "Pubblico impiego, ripartono i concorsi - Renzi: sblocco del turn over per 10.000 persone tra forze dell'ordine, medici e infermieri"; due spalle su microimprese e nuova politica di sinistra, foto centrale di Bob Dylan, una vignetta su Berluconi e qualche finestrella su Italicum, Trump e cosucce così. Non una parola su Dario Fo.

L'articolo su di lui c'è, sia chiaro, ma dentro, e si intitola "Un uomo libero": forse troppo libero per meritarsi la prima pagina.

<< >>
Sei d'accordo con me?


Commenta:


Autore:


Istruzioni: puoi scrivere liberamente quello che vuoi, ti invitiamo a non usare un linguaggio offensivo. La direzione si riserva il diritto di cancellare od oscurare i commenti che non ritiene opportuni. Il tuo indirizzo IP verrà memorizzato.

Chiudi
Vai alla home >>