20/10/2016
Invece che in imbarazzanti campagne per il Fertility Day, il Ministero guidato da Beatrice Lorenzin dovrebbe trovare risposte per quanto successo a Valentina Milluzzo, morta con i due gemelli che portava in grembo.
La donna era stata ricoverata per una dilatazione dell'utero anticipata; aveva la febbre, vomito, dolori, ed un feto aveva problemi di ossigenazione. E' intervenuto un ginecologo, che essendo però obiettore di coscienza si è rifiutato di praticare un aborto.

Ho parlato tante volte dela questione, evidenziando i problemi legati ad essa, come quando è intervenuta l'Aifa per zittire i borbotii dei farmacisti, o come l'obiezione di coscienza rischi di svilire la dignità dei lavoratori.

Vorrei poi ricordare agli obiettori che la legge sull'IVG, la 194, al comma 5 dell'articolo 9, indica precisamente che "L'obiezione di coscienza NON può essere invocata dal personale sanitario (...) quando (...) il loro personale intervento è indispensabile per salvare la vita della donna in imminente pericolo".
la LIBERTÀ significa RESPONSABILITÀ: la libertà concessa al medico di obiettare coincide con la responsabilità dello stesso su quanto può succedere, in questo caso sulla morte della donna (in termini giuridici, lo inquadrerei come 'omicidio preterintenzionale').

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