02/05/2011 - E Dov'è la Libertà di Pensiero allora?
Mi hanno tacciato d'incoerenza, relativamente al mio articolo riguardante la proposta di modifica dell'articolo 1 della Costituzione (qui), perchè dico che "i Senatori hanno il diritto e il dovere di presentare proposte di riforma" ma al tempo stesso dico anche che "voterei no alla proposta di abolire il divieto di ricostruzione del partito fascista".
"Se sei davvero per la libertà di pensiero" l'accusa "perchè non vorresti la ricostruzione di un partito che rappresenterebbe un legittimo modo di pensare?".

Un ragionamento assolutamente corretto, niente da eccepire, ma c'è un particolare che fa la differenza: il rispetto deve essere reciproco. Io rispetto il pensiero e l'opinione di chiunque, ma questo chiunque deve fare altrettanto con me.
La filosofia fascista, invece, che qui vorrei scindere dalla 'politica', si basa anche sull'oppressione della libertà di pensiero. L'estrema destra non è detto sia fascista, e non è sempre detto che un partito fascista (cioè dai modi fascisti) stia a destra.
Quando dicono che Stalin mandava nei campi di lavoro chi non la pensava come lui "perchè aveva ragione", si fa un discorso fascista, così come lo era anche il comportamento del leader bolscevico.
Ogni pensatore, chiaramente, ritiene che siano le sue idee quelle giuste, ma questa non deve essere una giustificazione per opprimere e reprimere quelle altrui.
Il dialogo ed il confronto sono gli strumenti per tentare di raggiungere, quando possibile, un punto di incontro.
 

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