Le province vanno abolite, senza se e senza ma.
Però il testo presentato dall'IDV, e respinto l'altro giorno dal voto della Camera (con la vergognosa astensione del PD), non faceva quasi niente di concreto.
I primi 8 articoli della proposta di legge si limitavano a togliere nella Costituzione qualsiasi riferimento all'ente incriminato (Rubrica del titolo V, articolo 114, articolo 117, articolo 118, articolo 119, articolo 120, articolo 133), ed il nono rimandava allo studio di un'altra legge che avrebbe dovuto provvedere a ripartire le funzioni tra comuni e regioni, nonchè dislocare proprietà e dipendenti della provincia.
Direi quindi che sarebbe cambiato poco o niente con questo testo. Insomma, una gran paraculata dell'Italia dei Valori.
Ora, non difendo certo la maggioranza che ha votato contro od il Partito Democratico che pilatescamente si è astenuto, volevo solo puntualizzare che ad abolire qualcosa cancellandone il nome dalle carte e rimandando ad una fumosa legge ancora da scrivere son capaci tutti.
Da ridere comunque i titoli dei quotidiani di regime: invece di fare un ragionamento onesto in materia, tipo il mio, che sanno che magari risulterebbe un po' ostico al loro lettore medio, sparano sull'opposizione.
"Province, niente tagli. Complice il Pd" (il Giornale), "Intanto il Pd si astiene e blocca i tagli alla casta" (Libero).