Adesso arriva anche il Consiglio d'Europa a dirci che il sistema del finanziamento pubblico ai partiti è da affrontare con urgenza. In un rapporto, il Greco (Gruppo degli Stati contro la corruzione) individua nella mancanza di trasparenza, nella superficialità dei controlli e nell'efficacia delle misure sanzionatorie i principali problemi.
In particolare, "Greco esorta" si legge nella nota "i partiti politici a sviluppare propri sistemi di controllo interno e di sottoporre i propri conti a revisori indipendenti", perchè attualmente questo compito è affidato a "tre differenti istituzioni con poteri limitati e nessun coordinamento tra di loro o con gli organismi giudiziari".
Si raccomanda, quindi:
di "avviare un processo di riforma" che stabilisca, tra l'altro, "una chiara definizione del periodo di riferimento finanziario e contabile per le campagne elettorali";
di "adottare misure per aumentare la trasparenza" nella contabilità in entrata e in uscita di "entità legate in modo diretto o indiretto ai partiti politici o sotto il loro controllo";
di "rivedere le attuali misure amministrative e penali relative alle violazioni delle regole del finanziamento dei partiti per assicurarsi che siano efficaci, proporzionate e dissuasive".
E d'accordo su tutto, in Parlamento già sembra che ne stiano cominciando a discutere (probabilmente studiando un sistema apparentemente più sano ma che gli permetta di mangiarci comunque sopra, vedremo), ma il punto lo ha sintetizzato bene Metilparaben sul suo blog: per anni hanno spillato soldi ai cittadini un po' tutti i partiti, gonfiando i rendiconti ed autocertificandosi le spese; non sa un po' di presa per il culo che il problema diventi un'emergenza solo adesso che si è scoperto lo scandalo della Lega?