Tutti i partiti comunisti che accettano di candidarsi e partecipare alle varie tenzoni elettorali vengono sistematicamente (e giustamente, ndr) accusati di trotzkismo. Questo perché la vera dottrina comunista ortodossa rifiuta la democrazia repubblicana, auspicando la rivolta popolare e la dittatura del proletariato (espressione ambigua e fumosa che sinceramente non ho mai capito bene come possa realizzarsi).
Lev Trotzky, invece, era un po' il precursore della socialdemocrazia, e mirava ad 'esportare' il modello sovietico (realizzatosi invece appunto con la rivoluzione) nei diversi paesi.
"Trotzkista" è la più grande offesa si possa fare ad un comunista. E non ho mai capito bene il perché.
Intanto, perché gli obiettivi sono in generale gli stessi, ma soprattutto i vari compagni 'puri' dovrebbero ringraziare i trotzkisti se si riuscirà mai ad attuare il comunismo in modo pacifico e democratico.
Condivido molti aspetti delle due filosofie, sebbene non mi attirino per il loro carattere autoritario, per l'aura di misticismo ed assolutismo con cui avvolgono ogni loro lotta, ma trovo questa battaglia 'di principio' alquanto grottesca e a tratti anche comica.
Probabilmente gli stalinisti ce l'hanno con i trotzkisti perché senza di loro potrebbero alzare ancora di più i loro toni rabbiosi e vittimistici, inneggiando alla lotta e favoleggiando di chissà quale oscuro complotto per boicottarli e sabotarli.
I trotzkisti non se ne stanno chiusi in buie stanze a rileggere Marx o Lenin, non stanno ad autocommiserarsi rimpiangendo un tempo che fu e sognando il sol dell'avvenire, ma partecipano e si misurano con la realtà. Forse è per il loro realismo e la loro concretezza che danno fastidio.