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11/02/2025
Altro che Destra Sociale, la scuola pubblica continua ad essere depredata: il Ministro Valditara ha firmato due decreti che hanno stanziato più di 750 milioni di euro a favore degli istituti paritari per l'anno scolastico in corso.
“Con questo stanziamento, il Ministero dell’Istruzione e del Merito conferma il proprio impegno a sostenere e valorizzare le scuole paritarie, che rappresentano una componente fondamentale del nostro sistema educativo nazionale. Il nostro obiettivo è garantire a tutti gli studenti l’opportunità di una formazione di qualità, indipendentemente dall’istituto (privato, ndr) in cui studiano. In particolare, le risorse destinate alle scuole dell’infanzia e agli studenti diversamente abili confermano la nostra attenzione a rendere l’educazione accessibile e inclusiva per tutti”.

Così, si continua ad indebolire l'istruzione pubblica, dirottando risorse verso quella privata. Gli istituti paritari non vengono gestiti dallo Stato, e non sono tenuti al rispetto di criteri come la laicità degli insegnamenti; vengono però riconosciuti come facenti parte del sistema nazionale di istruzione (legge 62/2000).
L'articolo 33 della Costituzione (che al terzo comma prevede che "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato") viene così interpretato in maniera più elastica, e praticamente scavalcato.
Mi sono anche chiesto come mai l'Europa, che è sempre così attenta alla concorrenza e agli illeciti aiuti di Stato al mercato, su questi non avesse niente da dire. Pare che l'istruzione paritaria sia considerato un Servizio di Interesse Economico Generale e che i finanziamenti che il settore riceva non provochino una distorsione del Mercato. Anche la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'UE ha più volte confermato che il finanziamento pubblico delle scuole private paritarie non costituisce un aiuto di Stato illecito, a patto che il finanziamento sia finalizzato a garantire l'accesso all'istruzione e non a favorire specifici operatori economici.

Se il loro scopo non è "generare utili", i bilanci dovrebbero essere a saldo zero. Inoltre, lo Stato dovrebbe verificare l'acquisizione, anche presso enti privati, di valori e competenze, per cui gli esami finali sarebbero da svolgere solo in sede pubblica...

In quest'ambito, si continua con la rodata strategia berlusconiana di lisciare il pelo all'imprenditoria cattolica per ottenerne il voto.

Enea Melandri

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