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16/03/2025
Ecco, la guerra in Ucraina quindi sta finalmente per concludersi.
Giornali, media, influencer sociopolitici occidentali, dopo che per tre anni hanno pompato l'idea di una Russia inferocita che avrebbe accettato solo la resa incondizionata dell'Ucraina, con riluttanza e scomode acrobazie linguistiche si sono trovati a dire che Trump e Putin si stanno accordando. A volere altre armi sono rimasti solo Zelenzky e l'Europa (che ora è chiaro che non contano assolutamente niente).
E che l'accordo stia arrivando, ne danno prova indizi sparsi: Rutte, segretario della NATO, nei giorni scorsi ha chiarito che l'adesione dell'Ucraina all'alleanza atlantica non è più presa in considerazione.
Sulla questione dei territori occupati, il segretario di Stato USA, Rubio, ha dichiarato che in qualsiasi ipotesi di accordo l'Ucraina dovrà cederli.
Poi c'è la conferenza stampa dello stesso Putin, che ha invitato le aziende americane a ripristinare i rapporti commerciali e tornare ad investire; ha anche assicurato che se le trattative sull'energia con i partner americani andassero bene, l'Europa potrà tornare ad avere il gas a basso prezzo (infatti mesi fa Blooberg ha rivelato che USA e Russia stavano collaborando insieme con Gazprom). E qui entra in gioco anche il Northstream.

Tre anni durante i quali chi come noi invocava la diplomazia veniva bollato come un pericoloso putiniano, chi denunciava gli orrori della guerra era un amico del demonio. Ecco che adesso vi hanno fottuto tutti.
Lasciando una terra, l'Ucraina, impoverita, debole ed avvelenata per decenni (leggi qui).

Enea Melandri

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