20/06/2025 In arrivo una maxi stangata europea sulle accise sui tabacchi, ma in generale su tutti quelli contenenti nicotina, incluse quindi sigarette elettroniche, dispositivi a tabacco riscaldato e bustine di nicotina.
Non sarebbero i soliti aumenti "di scopo" cui siamo abituati noi italiani, ma una revisione della direttiva TED, che ad esempio per i sigari toccherebbe un +1.090% (per le sigarette classiche si stima circa un euro di aumento a pacchetto).
Gli scopi sarebbero l'armonizzazione del quadro normativo, ad oggi molto frammentato tra i diversi Paesi, la lotta al tabagismo, e la raccolta di risorse per il bilancio UE e per il Recovery Fund.
Finche però si tratta di piccoli incrementi questi vengono più facilmente accettati ed assorbiti dal sentire sociale, ma aumenti più corposi rischiano di far riesplodere il contrabbando (attualmente le stime dicono che i traffici illeciti coprono solo l'1,8% del mercato italiano), far diminuire il consumo e quindi gli incassi per lo Stato (in genere a questo punto mi obiettano "eh ma si spende anche meno in sanità" - sì, ma è un effetto che si vede nel lungo termine).
Ok, giusto, il fumo fa male, e bla bla bla. Però c'è un altro prodotto nocivo e pericoloso, socialmente accettato, ma che mai sento prendere in considerazione: l'alcol.
Da quanto non si ricalcolano le accise sugli alcolici? E si che causano problemi a fegato, stomaco, reni, oltre a disturbi psicologici derivanti dalla dipendenza. Forse è più socialmente accettabile fare cassa sui dipendenti da sostanze "che si fumano" piuttosto che da sostanze "che si bevono".
La lotta all'alcol per tutti i governi è sempre stata circoscritta ai rischi stradali, come se tutti i danni fossero lì, ma forse sarebbe il caso di iniziare a pensare anche ai rischi sanitari che esso comporta. |