01/10/2025 Un po' di chiarezza: il diritto del mare del 1982 (UNCLOS) stabilisce chiaramente che ogni territorio costiero è padrone delle acque che ha davanti a sé fino alle 12 miglia nautiche, dopodiché cominciano le acque internazionali.
Israele ha imposto un blocco in quelle acque dal 2007, in quanto Hamas è identificata come presenza ostile. Le convenzioni di Ginevra e dell'Aja stabiliscono che qualsiasi stato di blocco da parte di una potenza occupante deve obbligatoriamente consentire il passaggio di aiuti umanitari. Israele non riconosce lo stato di Palestina e fa leva su questo per esercitare un controllo totale sulle acque di Gaza.
La Palestina è però riconosciuta come stato membro dell'ONU dal 2012 (oltre che da altri 130 stati), motivo per cui riconoscerla non è solo una formalità, come invece dicono in tanti.
Quindi mentre il diritto del mare, il diritto internazionale, l'Onu, la corte dell'Aia stabiliscono che Sì quelle sono acque di Gaza, acque Palestinesi.
Gli unici a definire quelle acque "israeliane" è Israele. E la nostra presidente del Consiglio. |