04/11/2025 Non chiamatela riforma della giustizia. La riforma costituzionale Nordio - Berlusconi non investe alcuna legge, nessuna procedura civile, penale o burocratica. E' una riforma dell'ordinamento della Magistratura, non avrà alcun impatto su efficienza o durata dei processi.
Si apre adesso la partita del referendum confermativo in primavera, richiesto sia dall'opposizione che dalla maggioranza: cosa meglio di una campagna elettorale di 4/5 mesi (su un tecnicismo di quasi nessun immediato e visibile effetto) per tenere impegnata l'opinione pubblica?
La destra ci sta costruendo sopra un'operazione nostalgia su Berlusconi, secondo me per sfruttare i suoi storici consenso e carisma. L'elettorato di destra (centrodestra, meglio) è da sempre meno appassionato ai temi politici, per cui c'è bisogno di "artifici identitari" per portarlo alle urne.
E per lisciare il pelo anche a chi vota altrove ma si lascia facilmente abbindolare, la destra meloniana ha definito la separazione delle carriere come "il sogno di Giovanni Falcone", plasmando una bufala sulla base di una dichiarazione del famoso giudice.
"Una separazione delle carriere può andar bene se resta garantita l'autonomia e l'indipendenza del pubblico ministero. Ma temo che si voglia, attraverso questa separazione, subordinare la magistratura inquirente all'esecutivo. Questo è inaccettabile". (Giovanni Falcone, intervista a La Repubblica del 25 gennaio 1992)
"Separare le carriere significa spezzare l'unità della magistratura. II magistrato requirente deve poter svolgere la sua funzione senza dover rendere conto al potere politico" (Paolo Borsellino, intervista a Samarcanda del 23 maggio 1991). In una lettera privata, inoltre, definisce la separazione "un cavallo di Troia per disarticolare la forza unitaria dell'azione giudiziaria".
La verità documentale è che non esiste alcuna dichiarazione, proposta o posizione di Falcone o Borsellino che sostenga la separazione delle carriere così come oggi disegnata. Al contrario, entrambi ne individuavano i rischi, in termini di gerarchizzazione, vulnerabilità politica e indebolimento del sistema penale contro la mafia; una condanna del reale obiettivo della riforma Nordio, che vorrebbe svuotare l'autonomia del Pm. |