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11/12/2025
La nostra non è la prima cucina al mondo ad essere inserita tra i patrimoni immateriali dell'umanità dell'Unesco, come dichiarato a petto gonfio dalla Presidente del Consiglio. Nel 2010 la cucina messicana ottenne il medesimo riconoscimento.
Che poi non viene premiata la cucina in sé, la capacità di abbinare sapori o stuzzicare i palati, ma la sua influenza sulla comunità.
Le motivazioni per quella italiana sono:
1) Cucina degli affetti: Unisce generazioni diverse e attraversa confini locali e nazionali, unendo abitudini culinarie, un uso creativo delle materie prime e metodi artigianali di preparazione.
2) Sostenibilità e diversità bioculturale: La cucina italiana è una pratica quotidiana e vivente, fondata su saperi, rituali e gesti che contribuiscono a tessere un comune patrimonio culturale e sociale.
3)Inclusione sociale: Favorisce l'inclusione sociale, promuovendo il benessere e offrendo un canale per l'apprendimento intergenerazionale permanente, rafforzando i legami, incoraggiando la condivisione e promuovendo il senso di appartenenza.
4) Tradizione e creatività: La cucina italiana è una pratica culturale vivente fondata sulla valorizzazione delle materie prime, sul rispetto della stagionalità, sull'attenzione alla sostenibilità e sul ruolo centrale della convivialità.

Quindi il tortellino bolognese non è stato premiato perché è buono, ma perché siamo talmente ossessionati da lui, dalle tradizioni, dai rituali da seguire, dagli insegnamenti tramandati in famiglia, che l'Unesco ha deciso vada premiato come fattore unificante degli italiani. (Ad esempio, conosco persone che non vogliono i musulmani perché "non mangiano maiale").
Non gli artisti, gli inventori, il David di Donatello, L'Ultima Cena, la Primavera di Botticelli, il microchip (invenzione di Federico Faggin), il violino (Andrea Amati), la pila elettrica (Alessandro Volta), l'elicottero (Corradino D'Ascanio), il reattore nucleare o la vasca idromassaggio. No, noi abbiamo la cucina ad inorgoglirci di essere italiani ed appagare il nostro spirito patriottico.

Non sono tanto sicuro sia da farcene un vanto (cioè, sì, ma vorrei ci fosse anche dell'altro).

Enea Melandri

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