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09/01/2026
Non c'era da aspettarsi niente di diverso dal discorso di un Papa, certo, ma Leone XIV ha dato stavolta un taglio interessante alle sue arringhe.
Nel tradizionale discorso al corpo diplomatico ha ribadito la contrarietà della Chiesa alla soppressione della vita in ogni sua fase, dall'aborto all'eutanasia. E fin qui.
Ritiene "deplorevole che risorse pubbliche vengano destinate alla soppressione della vita, anziché essere investite nel sostegno alle madri e alle famiglie", ed ha rivolto un appello ai governi affinché mettano le famiglie "nelle condizioni di accogliere e prendersi cura pienamente della vita nascente".
Per una volta, non si dipinge la donna al centro di ogni peccato, colpa e responsabilità, civettuola e frivola che uccide bambini, ma si inquadra tutto in un ampio discorso sociale in cui leggerci anche una critica politica.
Nelle "condizioni" che i governi devono creare per dare stabilità alle famiglie, ci vedo la sicurezza del - e sul - lavoro, la tutela dei diritti, dai più alti come la salute e l'istruzione, fino a quelli più pragmatici come l'alloggio e la mobilità.

Poi che critichi l'interruzione di gravidanza finanziata col denaro pubblico senza neanche alzare un sopracciglio per la nuova ondata di riarmo (5% del Pil) lo trovo un attimo demenziale.

Enea Melandri

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