19/02/2026 Puntuale come un orologio, dopo la nuova sentenza contro il governo, arriva un altro spot della Presidente Meloni. Ma non è esattamente come ve la raccontano.
Oggetto della decisione dei giudici, la nave Sea Watch capitanata da Paola Rakete. Ricordate il caso? Era il 12 luglio 2019, dopo un salvataggio di migranti in zona SAR libica, la nave era entrata nelle acque territoriali italiane nonostante una diffida del governo (Ministro dell'Interno Matteo Salvini).
A settembre l'organizzazione ha presentato opposizione al sequestro davanti alla Prefettura di Agrigento (come previsto dall’art. 19 della legge 689/1981). Non avendo ricevuto risposta entro 30 giorni, è scattato il silenzio-assenso: la nave doveva essere restituita. Cosa che però è avvenuta solo il 21 febbraio 2020 su ordine del Tribunale.
Il cuore della decisione sta nell'applicazione dell'art. 2043 del Codice civile sulla responsabilità extracontrattuale ("Chi causa un danno ingiusto per dolo o colpa è tenuto a risarcirlo"), non centrano ne Salvini, ne la Rakete, ne i migranti.
Il Tribunale ha quindi riconosciuto il risarcimento per spese portuali, costi per carburante, fornitura d'acqua e spese legali, quantificando il tutto in 76.181,62 euro.
Quella del Tribunale di Palermo è una semplice sentenza civile, NON è un attacco alle decisioni del governo, alle politiche migratorie della destra o all'indipendenza della patria.
Quindi, Presidente, smetta di fare la vittima e smetta di attaccare la Magistratura, queste faccende non hanno alcuna attinenza con il referendum. |