16/10/2026 Visto che vi piace dipingere l'Africa come un continente arretrato, povero, abitato da persone incivili e incompatibili con i nostri valori di uguaglianza, ricordiamo oggi Thomas Sankara, leader militare e politico, presidente del Burkina Faso dal 1983 al 1987. Durante il suo mandato, il paese evolvette sotto praticamente ogni aspetto, grazie ad un programma rivoluzionario. Rifiutò gli aiuti del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale per non cedere alla dipendenza estera. Nazionalizzò le terre e le risorse minerarie, riuscendo a rendere il Paese autosufficiente dal punto di vista alimentare (grano e cotone) in soli tre anni. Promosse ampi programmi di massa su sanità ed istruzione: 2,3 milioni di persone vaccinate contro morbillo, meningite e febbre gialla in sole 2 settimane (operazione che secondo l'UNICEF salvò la vita ad almeno 50.000 bambini), col Tasso di alfabetizzazione balzato dal 13% al 73%. Fu anche un pioniere assoluto della parità di genere: bandì l'infibulazione, la poligamia, i matrimoni forzati e con bambine, riconobbe i diritti all'eredità anche per le donne, il divorzio consensuale e nominò numerose donne in ruoli chiave del governo e dell'esercito. In soli 4 anni fece costruire 351 scuole, 314 ospedali e 2274 bacini idrici. Se poi vogliamo valutarlo con criteri "occidentali", il reddito medio salì del 27%, il PIL crebbe del 18%, aumento della produzione alimentare del 75%. Mise in atto un vasto programma ambientalista per contrastare la del deserto del Sahara nel Sahel: la Grande Muraglia Verde, con la piantumazione di oltre 10 milioni di alberi e l'irrigazione di 16.000 ettari di terra. Le sue durissime posizioni contro il pagamento del debito coloniale all'Occidente e le sue politiche progressiste gli costarono la vita. Il 15 ottobre del 1987 (ecco perché lo ricordiamo oggi) il suo exbraccio destro Blaise Compaoré e altri militari corrotti scatenarono un colpo di stato - con il probabile appoggio della Francia e della CIA - nel corso del quale Sankara venne ucciso. Una figura scomoda, che minava le ambizioni predatorie delle potenze occidentali sul continente nero. E' dimostrato che la CIA era a conoscenza dell'imminante golpe, ma scelse di non fare nulla; gli Stati Uniti furono tra i primi a riconoscere il regime neoliberista di Campaoré, riaprendo flussi finanziari e di debito per rimettere in ginocchio il paese. Ecco, quando vi lasciate andare agli sproloqui contro gli africani, gli immigrati, i negri, quelli che vengono qui con i barconi, che sono ignoranti ed incivili, ricordate che siamo stati noi a ridurli così, a derubarli di ogni risorsa, ad impedirgli di crescere e autodeterminarsi. | |||||||||
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