31/03/2015 Neanche gli opportunisti sanno fare, quelli dell'ufficio stampa del PD!
L'Onorevole Massimo Bray, ex ministro dei Beni culturali del governo Letta, ha rassegnato le sue dimissioni. Scissione? Frattura insanabile?
Niente di tutto questo: siccome si profilava per lui un nuovo incarico all'istituto dell'Enciclopedia Treccani, non era il caso di mantenere stipendio e privilegi da parlamentare, facendo il deputato a mezzo servizio.
Questo lo spiegava lo stesso Bray in una lettera alla Presidenza della Camera il 24 febbraio; una dichiarazione sincera ed onesta, che in tempi di doppi/tripli incarichi, conflitti d'interesse (tipo i contatori dell'elettricità forniti dalla stessa Enel Distribuzione e prodotti dal padre del Ministro Guidi), avrebbe almeno fatto fare una bella figura al Partito Democratico.
E invece no, lo si è scoperto solo nel giorno in cui l'Aula ha accettato le sue dimissioni, grazie a un post su Facebook dello stesso Bray.
Chi si occupa della comunicazione con i media poteva cavalcare la notizia, dare una rispolverata e sventolata all'etica di partito..
Però sapete cosa? Bray era un dalemiano di ferro, dite che c'entra qualcosa? |