01/03/2017 Ultime notizie dal mondo del Giornalismo, per ribadire ancora una volta la sua importanza nello sviluppo della Democrazia.
Il protagonista della prima è Giuliano Amato, che ha vinto in primo grado la causa contro il Fatto Quotidiano, responsabile di ben 16 articoli offensivi verso di lui da quando è stato eletto giudice della Corte Costituzionale, nel settembre 2013.
Il tribunale di Roma, nelle motivazioni della sentenza, riconosce la sussistenza del “dolo intenzionale, espressione della volontà di offendere” e la messa in atto di una vera e propria “campagna denigratoria"; sancisce quindi che "viene in considerazione il dolo intenzionale, espressione della volontà di offendere" e che "non può non riconoscersi la sussistenza del reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa, sussistendone gli elementi oggettivo e soggettivo".
Il giornale 'dalla schiena dritta' che tanti lettori acquistano proprio per il tono aggressivo verso tutto e tutti (cioé, per qualcuno c'è il condizionale..), ma non sempre 'offesa' è sinonimo di 'verità'.
La seconda riguarda la famosa copertina del The Economist del 26 aprile 2001, "Why Silvio Berlusconi is unfit to lead Italy".
Il leader del centrodestra aveva fatto ricorso contro quel titolo, contestando la versione dei fatti riportati e il superamento del limite della continenza (Berlusconi, quelle delle mele al sapore di figa, contesta la "continenza" dei giornalisti..!).
I giudici della Corte di Cassazione hanno giudicatoo che "costituisce esercizio di critica politica, in questo caso svolto da un settimanale di riflessione sui principali accadimenti economici e politici sia interni che internazionali, l'esposizione di fatti in parte ormai storici, in parte aventi comunque già una pubblica diffusione e tali da incidere sulla reputazione pubblica di un soggetto avente ampie aspirazioni politiche (come tali di sicuro interesse pubblico), e di altri fatti dei quali seppur il periodico non sveli la fonte di apprendimento ne indichi la ricostruibilità (in particolare, le copie dei verbali contenenti un interrogatorio)".
I supremi giudici specificano inoltre che è giusto che il diritto di critica giornalistica "non si limiti a rassegnare i fatti ma li utilizzi come elementi sulla base dei quali complessivamente considerati (per la loro pluralità, la loro gravità, per il fatto di non essere episodi isolati ma al contrario di caratterizzare tutto il percorso politico e pubblico della persona in questione) costruire una valutazione, tutta politica, di inadeguatezza del soggetto politico obiettivamente coinvolto a vario titolo in quella sequela di fatti a candidarsi alla guida di un Paese".
Questo in Italia, mentre la Casa Bianca si allinea alla Corea del Nord impedendo alla CNN, alla BBC, al Guardian e al New York Times di partecipare alle conferenze stampa del Presidente Trump ed esercitare il suo sacro ruolo democratico. |