07/03/2018 Che bello vedere tutti i giornalisti - il Fatto Quotidiano, La7 - che fino al giorno prima delle elezioni facevano a gara a chi spalava più merda sul PD, lisciargli ora il pelo e implorarlo di dare l'appoggio ad un governo del M5S.
Nei democratici si è creata una fronda, marchiata con l'hashtag #senzadime, per chiedere a tutti di seguire il monito indicato dal segretario: stare all'opposizione, no a inciuci e a caminetti.
Ora, che sia proprio Renzi ad opporsi ai giochi di palazzo fa ridere (lui è quello del "Letta stai sereno") fa un po' ridere.
Dalle parti dei grillini aprono anche al dialogo ad un PD "però senza Renzi"; ora, vorrei ricordarvi che nel 2013, davanti ad un Bersani disarmato, non ci avere neanche provato ad intraprendere un percorso condiviso, e Renzi non c'era. Cos'è cambiato da allora?
D'altra parte, un pezzo del PD si piega davanti alla responsabilità civica di guidare il paese, e crede prioritario scongiurare il rischio di avere Salvini al governo.
C'è poi chi dice che "nel 2013 non ci furono tante proteste per l'alleanza con Berlusconi"; è vero, ma allora non c'erano alternative, davanti all'indisponibilità dei pentastellati, rimaneva solo Forza Italia.
Oggi il VINCITORE delle elezioni può scegliere, e non lo fa: questo è quello che mi fa più incavolare, che si fa passare il messaggio che debba essere il Partito Democratico ad andare a bussare alla porta stellata, quando invece dev'essere Di Maio, col cappello in mano, ad andare a elemosinare il sostegno di Renzi. |