28/10/2016
Dopo mesi di stalkeraggio degli aventi diritto al voto via email e perfino sms, si sono concluse le votazioni del M5S per il Non-statuto ed il regolamento.
Non è stato raggiunto il quorum - fissato dal codice civile al 75% per le associazioni non riconosciute - ma Grillo, come sempre, se ne frega: "Processi, burocrazie, codici e codicilli non possono fermarci".
Il nuovi strumenti servono solo a difendere 'il capo politico del M5S' dalle noie legali di "questi cazzoni che entrano e vogliono fare i cazzi loro" (cit. Grillo); a decidere sarà sempre lui, anche se si prevede un 'comitato d'appello' o dei 'probiviri', è tutta fuffa per far credere che ci sia una parvenza di collegialità in tutto questo.
Il Fatto Quotidiano - giornale indipendente col condizionale - così bravo a fare le pulci quando si parla degli altri partiti, se n'è uscito con un articolo in cui minimizza le regole del codice civile (75% di quorum, appunto) per esaltare l'esito del voto (90% a favore delle modifiche).
Che non dovrebbe neanche essere importante, a questo punto: niente quorum, votazione non valida, e basta.

Che poi, Grillo dichiara che gli aventi diritto al voto sono 135.023, ma nel 2014 alla stampa estera diceva che "Noi abbiamo 500mila iscritti, non ce l'ha nessun partito 500mila iscritti".
C'è stata una valanga di cancellazioni o piuttosto Grillo gonfiava un po' i numeri?

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