16/07/2025 All'inizio sembrava che i dazi fossero solo un modo per convincere le imprese a spostare le loro produzioni negli USA, ma ora Trump li sta usando per raggiungere obiettivi politici e ricattare gli altri paesi. Non è più solo un "soft-power", sta diventando qualcosa di peggio.
Un primo assaggio l'abbiamo avuto a gennaio con la Colombia, minacciata di dazi al 25% se non avesse accolto gli aerei dei migranti espulsi. Ne ha imposto altri contro Canada, Cina e Messico perché starebbero contribuendo a diffondere il fentanyl (che se davvero il commercio di quella droga venisse fermato, gli americani dipendenti se lo andrebbero a prendere da soli, anche a piedi). Ora nel mirino c'è la Spagna, colpevole di non voler aumentare la spesa militare.
Ma mercoledì Trump è andato oltre, minacciando di dazi al 50% contro il Brasile se non interromperà il processo contro l'expresidente Jair Bolsonaro per il tentato colpo di Stato nel 2023. Usare uno strumento commerciale per favorire un alleato politico e piegare il potere giudiziario lo trovo un vero abuso, sbagliato e scorretto in un sistema liberal democratico come il nostro (plasmato peraltro dagli USA stessi per favorire la libera circolazione delle merci - nel 1947 il grande Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, nel 1995 la fondazione dell'Organizzazione mondiale del commercio, che hanno contribuito a mantenere i commerci aperti e i dazi bassi per tutti).
Mi è capitato di sentire il presidente americano attaccare anche l'Unione Europea per i suoi elevati standard sanitari ed alimentari, che impediscono l'apertura del nostro mercato a prodotti OGM o trattati con ormoni. La Commissione Europea il 15 luglio ha deciso di abbandonare l'idea della tassa sui grandi colossi del web (che avrebbe colpito soprattutto le aziende big-tech degli Stati Uniti), proprio per lanciare un segnale distensivo verso Washington; spero non vengano idee del genere anche sul settore agricolo e alimentare (il ministro Lollobrigida ha già proposto di aumentare l'acquisto di fonti proteiche dagli USA... dove da anni è sdoganato l'allevamento e l'uso di INSETTI per questo genere di alimenti. Bel contrappasso, vero?).
Personalmente, però, non sono del tutto contrario ad un uso politico del mercato: un uso, piuttosto, UMANITARIO, con dazi, sanzioni, embarghi mirati verso quei paesi che mettono in pericolo i diritti umani dei suoi abitanti (persecuzioni, sfruttamento) o colpevoli di crimini contro l'umanità (genocidi, stragi, uso di armi vietate). |